📍 Aggiornamento investigativo e analisi criminologica
Nei giorni successivi al ritrovamento dei corpi dei coniugi a Pertegada di Latisana (Udine), inizialmente inquadrato come un caso di omicidio-suicidio, sono emersi dubbi rilevanti sulle modalità della morte dell’uomo.
Questa incertezza incide in modo significativo sulla ricostruzione dinamica del fatto e sulla lettura criminologica e motivazionale complessiva dell’evento.
L’aggiornamento riguarda esclusivamente quanto finora emerso da fonti giornalistiche attendibili, in attesa degli esiti definitivi degli accertamenti medico-legali.
📌 I fatti accertati allo stato
Secondo quanto noto:
- la donna è stata uccisa nel sonno con ripetuti colpi di accetta;
- accanto al corpo dell’uomo è stato rinvenuto un coltello, ma non risultano lesioni compatibili con un suicidio mediante arma da taglio;
- nell’abitazione è stato trovato un biglietto attribuito all’uomo, con una motivazione soggettiva del gesto;
- la casa è rimasta sotto sequestro per consentire rilievi tecnici e verifiche forensi.
📍 La causa della morte dell’uomo, allo stato, non è stata ancora chiarita in modo definitivo.
🔎 L’incertezza sulla morte del marito: perché è un nodo centrale
Dal punto di vista criminologico, il dubbio sulla modalità della morte dell’uomo rappresenta un elemento di discontinuità rispetto alla lettura iniziale del fatto come omicidio-suicidio “classico”.
Se il decesso non è riconducibile a un gesto suicidario diretto, si apre la possibilità che:
- tra l’omicidio della moglie e la morte dell’uomo sia trascorso un intervallo temporale significativo;
- la morte sia intervenuta per cause naturali o indirette, come un evento cardiaco acuto, un collasso fisico da stress estremo o fattori ambientali.
Questa eventualità modifica la struttura dell’evento criminoso, che non sarebbe più unitario e immediato, ma articolato in fasi successive.
⚖️ La qualificazione criminologica del fatto
In tale prospettiva, il caso potrebbe configurarsi come:
📌 omicidio volontario consumato,
📌 seguito dalla morte dell’autore per cause non necessariamente auto-provocate.
Il biglietto rinvenuto, pur rilevante sul piano interpretativo, non costituisce prova di un suicidio, ma un atto comunicativo post-delitto, tipico dei messaggi giustificativi che accompagnano molti reati intrafamiliari.
Come evidenziato anche dalla criminologa avv. Angelica Giancola, in questi contesti il messaggio scritto va letto come narrazione soggettiva del gesto, non come certificazione del movente o della dinamica finale.
📚 Profili motivazionali: cosa cambia senza un suicidio certo
L’eventuale assenza di un suicidio accertato incide direttamente sulla lettura motivazionale.
🔹 Superamento della lettura “altruistica”
Viene meno uno degli indicatori tipici dell’omicidio-suicidio a matrice fusionale, spesso giustificato dall’autore come gesto “per amore” o “di protezione”.
🔹 Centralità del controllo terminale
Resta invece centrale una dinamica caratterizzata da:
- asimmetria di potere nella relazione;
- eliminazione dell’altro in una condizione di totale vulnerabilità (sonno);
- costruzione postuma di una auto-assoluzione morale, affidata al biglietto.
In questa chiave, il gesto appare orientato alla cancellazione dell’altro, non necessariamente accompagnata da un progetto consapevole di auto-eliminazione.
🔍 Il valore criminologico del biglietto
📌 Dal punto di vista criminologico:
- il biglietto spiega come l’autore voleva che il gesto fosse interpretato;
- non prova il movente reale, né chiarisce la dinamica finale;
- assume una funzione difensiva e giustificativa, soprattutto se la morte dell’uomo non è riconducibile a un suicidio volontario.
L’eventuale incongruenza tra messaggio e causa della morte riduce l’attendibilità narrativa del testo.
📌 In attesa degli accertamenti definitivi
Gli esiti dell’autopsia e degli accertamenti medico-legali saranno determinanti per:
- stabilire la causa esatta della morte dell’uomo;
- definire con precisione la sequenza temporale degli eventi;
- confermare o correggere la prima qualificazione del caso.
Questo articolo rappresenta una prima rilettura criminologica aggiornata, che sarà rivista e integrata qualora emergano nuovi elementi ufficiali.
Chiusura
L’analisi di casi come questo rientra nel lavoro che svolgiamo sui reati maturati all’interno delle relazioni familiari e di coppia, con una duplice finalità: contribuire alla prevenzione, offrendo strumenti di comprensione e tutela a chi si riconosca in situazioni di grave conflittualità, e fornire supporto qualificato nella fase successiva, per l’assistenza e la difesa nel procedimento penale.
Avv. Matteo della Pietra con il contributo della criminologa avv. Angelica Giancola