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Edilizia
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Casi concreti
Lavori di ristrutturazione finiti in pessimo stato, con infiltrazioni già nel primo inverno. L’impresa sostiene che non è colpa sua. In questi casi si può richiedere una perizia tecnica, contestare formalmente i vizi e agire per il risarcimento o la riduzione del prezzo pattuito.
Un appartamento acquistato da costruttore con consegna in ritardo di oltre un anno. Il contratto prevedeva una penale per ogni mese di ritardo, ma il costruttore si rifiutava di applicarla. Con una diffida e poi un’azione legale, è stato possibile ottenere quanto dovuto contrattualmente.
Un’impresa edile che, a metà cantiere, chiede il doppio di quanto pattuito e minaccia di bloccare tutto. La legge offre strumenti precisi per bloccare la pressione e far valere il contratto originale — senza cedere.
Problemi e rischi
Il rischio principale in questi casi è il tempo. I termini per contestare i vizi di costruzione sono brevi: in molti casi hai 60 giorni dalla scoperta per denunciare il difetto, e due anni per agire in giudizio. Se aspetti, puoi perdere il diritto.
C’è anche il rischio di firmare accordi transattivi che sembrano convenienti ma che chiudono definitivamente ogni possibilità di recuperare quello che ti spetta. Succede più spesso di quanto si pensi, soprattutto quando l’impresa propone una “soluzione rapida” in modo informale.
E spesso il problema tecnico e quello legale si sovrappongono: serve sia una perizia che individui concretamente il difetto, sia un’azione calibrata su quello che emerge dalla perizia. Le due cose devono andare insieme.
In cosa consiste l'assistenza
L’avv. Matteo della Pietra affronta i problemi edilizi con il supporto di tecnici e ingegneri esperti in perizie e accertamenti. Questo consente di costruire una posizione solida sia nelle trattative stragiudiziali che nei procedimenti in tribunale.
L’assistenza può comprendere l’analisi del contratto e dei documenti esistenti, la contestazione formale dei vizi o dei ritardi, il coordinamento con il perito tecnico per la perizia di parte, la trattativa con l’impresa o il costruttore, l’azione legale per risarcimento, riduzione del prezzo o risoluzione del contratto, e i ricorsi contro provvedimenti della pubblica amministrazione in materia urbanistica ed edilizia.
Come viene gestito il caso
Il primo passo è capire cosa è successo davvero: leggere il contratto, analizzare i documenti, verificare se ci sono termini ancora aperti o già scaduti.
Poi si valuta la strada più efficace: una contestazione scritta, una trattativa, una mediazione, o un’azione diretta in tribunale. In molti casi, una lettera formale ben costruita è sufficiente per sbloccare la situazione senza arrivare in giudizio.
Quando servono accertamenti tecnici, lo Studio si coordina con ingegneri e periti per produrre una perizia di parte utilizzabile nelle fasi successive.
Quando rivolgersi a un avvocato
Prima chiedi, meglio è. Ma in particolare, non aspettare se hai scoperto difetti dopo la consegna dei lavori, se l’impresa ti sta chiedendo somme non concordate, se il costruttore non rispetta le condizioni del contratto, se il Comune ha negato un permesso o ti ha notificato un provvedimento sanzionatorio, o se hai già firmato qualcosa e non sei sicuro di cosa hai accettato.
Molte situazioni si risolvono in fase stragiudiziale, ma solo se si interviene nei tempi giusti.
Contatto
Se stai affrontando un problema con un’impresa edile, un costruttore o un ente pubblico, è possibile valutare la situazione e capire come agire.
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