L’incendio che nella notte del 1° gennaio 2026 ha colpito il locale Le Constellation di Crans-Montana ha mostrato quanto rapidamente un incendio in un ambiente chiuso possa trasformare un luogo di intrattenimento in uno spazio incompatibile con la vita umana.
In questi giorni è stata diffusa una prima simulazione tecnica dell’incendio, realizzata con il software Fire Dynamics Simulator (FDS). Non si tratta di una ricostruzione giudiziaria, ma di uno studio tecnico che permette di comprendere la probabile dinamica fisica dell’incendio, evidenziando i fattori decisivi per la sicurezza antincendio: fumi, temperature, visibilità e tempo di evacuazione.
🔥 La simulazione FDS e l’approccio della Fire Safety Engineering
La simulazione è stata sviluppata secondo i criteri della Fire Safety Engineering, disciplina che studia il comportamento reale degli incendi in ambienti chiusi tramite modelli fisici e numerici.
Questo tipo di analisi consente di valutare:
- la dinamica dell’incendio,
- la produzione e accumulo dei fumi,
- la tenibilità degli ambienti per le persone,
- il tempo effettivo disponibile per l’evacuazione prima che l’ambiente diventi invivibile.
L’analisi tecnica, di natura prestazionale, permette di comprendere come e perché un incendio si sviluppa rapidamente, quali fattori aumentano la pericolosità dei fumi e con quali tempi le condizioni diventano incompatibili con la sopravvivenza umana.
🧯 I primi secondi: innesco e accumulo dei fumi
Secondo la simulazione, l’innesco è avvenuto nella parte centrale del locale, in corrispondenza delle scintille generate da fuochi pirotecnici.
Nei primissimi secondi, il fenomeno dominante non è l’estensione delle fiamme, ma la rapida produzione di fumo caldo, che tende ad accumularsi nella parte alta dell’ambiente.
Già entro 30 secondi, il fumo invade la zona centrale del soffitto. Questo riduce rapidamente il margine di sicurezza, anche se visivamente la situazione può sembrare ancora sotto controllo.
🌫 Fumi e visibilità: il vero limite all’evacuazione
Uno dei risultati più rilevanti dell’analisi tecnica dell’incendio riguarda la riduzione della visibilità dovuta ai fumi caldi e tossici.
Tra i 50 e i 100 secondi, i fumi saturano la parte alta del locale e scendono verso le zone occupate dai presenti, portando la visibilità sotto i 5–10 metri, valori critici per un’evacuazione sicura.
⚠️ Punto chiave: non è necessario che l’incendio raggiunga la massima intensità perché l’ambiente diventi impraticabile; bastano fumi densi e calore per compromettere orientamento, movimento e capacità di reazione.
🔥 La fase di sviluppo e il flashover
Tra i 120 e i 140 secondi, la simulazione evidenzia il passaggio alla fase di sviluppo dell’incendio, con estensione delle fiamme a tutto il volume disponibile e il fenomeno del flashover: un rapido aumento dell’irraggiamento termico che causa l’accensione simultanea di materiali combustibili presenti nella stanza.
In meno di tre minuti dall’innesco, il locale risulta completamente avvolto da fiamme e fumo, con condizioni incompatibili con la sopravvivenza senza protezione termica.
🌡 Temperature e tenibilità degli spazi
Durante il flashover:
- il soffitto raggiunge temperature tra 600 e oltre 1000°C;
- nelle zone occupate dalle persone si superano i 60°C, limite massimo tollerabile per l’organismo umano.
A queste condizioni:
- il calore diventa insopportabile;
- la respirazione è compromessa;
- la permanenza nell’ambiente è rapidamente non compatibile con la vita.
⏱ Il fattore tempo: l’elemento decisivo nella sicurezza antincendio
La simulazione conferma che il tempo è il fattore determinante tra sicurezza e pericolo. Il periodo in cui le condizioni ambientali restano compatibili con la vita — il cosiddetto tempo di tenibilità — dipende da:
- rapidità di rilevazione dell’incendio;
- efficacia degli allarmi antincendio;
- capacità di evacuare fumi e calore;
- reale fruibilità delle vie di esodo.
In assenza di questi fattori, il tempo disponibile per abbandonare l’ambiente si riduce drasticamente, come evidenziato dalla simulazione.
📌 Cosa ci insegna questa analisi tecnica
L’analisi tecnica dell’incendio di Crans-Montana mostra che:
- un incendio in un locale affollato può diventare letale in tempi brevissimi;
- la perdita di visibilità dovuta ai fumi è spesso più pericolosa delle fiamme;
- la sicurezza antincendio deve essere valutata in termini prestazionali, non solo formali;
- comprendere i meccanismi fisici dell’incendio è essenziale per sviluppare misure efficaci di prevenzione.
Questi elementi, uniti a rilievi ufficiali e indagini in corso, contribuiscono a costruire una analisi tecnica solida, utile per la prevenzione futura e per l’accertamento delle responsabilità.
✅ Conclusioni: accertare le dinamiche per accertare le responsabilità
Quando si verificano eventi complessi e drammatici come l’incendio di Crans-Montana, il punto centrale non è formulare ipotesi o giudizi sommari, ma ricostruire in modo rigoroso e scientificamente fondato le dinamiche dell’evento, comprendendo come e perché il fuoco si sia sviluppato, quali fattori abbiano inciso sui tempi di evacuazione e in che modo l’ambiente sia diventato rapidamente non tenibile.
Nel nostro Studio ci occupiamo di accertamenti tecnici in casi di incendi, crolli, incidenti ed eventi complessi, operando in collaborazione con esperti e tecnici qualificati nell’ambito delle scienze forensi e dell’ingegneria forense. Attraverso rilievi tecnici, analisi delle dinamiche e valutazioni specialistiche, è possibile risalire alle cause reali dell’evento e individuare eventuali responsabilità, sia in funzione di azioni risarcitorie, sia per il supporto alle indagini e alla strategia difensiva di soggetti non responsabili in sede penale.
In eventi di questa portata, la differenza non la fanno le opinioni, ma le prove tecniche.
È su questo terreno – fatto di dati, analisi scientifiche e competenze multidisciplinari – che si costruiscono un accertamento serio, credibile e una strategia difensiva realmente efficace.