Il Tribunale per i Minorenni dispone la separazione temporanea e avvia perizia psicologica sui minori per valutare effetti della misura.
Breve riassunto dei fatti
La vicenda nota come “famiglia nel bosco” riguarda la coppia Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, madre anglo-australiana, che viveva con i propri tre figli in un casolare isolato a Palmoli, in Abruzzo.
Nel novembre 2025, il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento dei minori dalla famiglia, a causa di preoccupazioni legate alla sicurezza dell’abitazione, alle condizioni igienico-sanitarie, all’istruzione e alla socializzazione dei bambini. I minori sono stati collocati in una struttura protetta a Vasto. Da allora, la vicenda ha suscitato ampio dibattito pubblico e interventi istituzionali.
Recentemente, il Tribunale ha deciso di separare temporaneamente la madre dai figli, disponendo contestualmente una perizia psicologica sui tre minori, con l’obiettivo di valutare il loro stato psicofisico e gli effetti dell’allontanamento.
Ultime novità
Il 6 marzo 2026 è iniziata la perizia psicologica, programmata per due giorni, nella struttura protetta dove i bambini risiedono. L’ordinanza ha disposto il trasferimento della madre fuori dalla struttura, ritenuto necessario dai giudici per ridurre rischi immediati legati alla sicurezza e al benessere dei minori.
La decisione ha suscitato dibattito istituzionale e opposizione dell’Autorità garante per l’infanzia, che ha richiesto la sospensione temporanea dell’ordinanza per valutare le conseguenze psicologiche sui bambini. La vicenda ha inoltre attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e di esponenti politici.
Analisi legale e di tutela dei minori
La decisione del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila si fonda sui principi di tutela del minore previsti dagli articoli 330–333 del Codice Civile e dalla Legge 184/1983, con il miglior interesse del minore come criterio guida.
La misura di separazione della madre, pur eccezionale, è stata adottata in considerazione di:
- Rischio immediato per la sicurezza e il benessere dei minori, legato all’isolamento e alle condizioni della casa nel bosco;
- Necessità di garantire istruzione e socializzazione regolari;
- Valutazione della capacità genitoriale di fornire protezione e sviluppo equilibrato.
La perizia psicologica in corso serve a fornire al giudice elementi tecnici oggettivi, orientando decisioni future come il possibile ricongiungimento con i genitori.
Perizia psicologica e psicologia forense
La perizia psicologica rappresenta un procedimento di psicologia forense civile volto a valutare lo stato emotivo e cognitivo dei minori. In questo contesto, vengono analizzati:
- Sofferenza psicologica e adattamento alla struttura protetta;
- Relazioni affettive e legami di attaccamento con i genitori e figure di riferimento;
- Competenze adattive e funzionali, incluse le capacità di gestire relazioni sociali e strategie di coping.
Gli accertamenti forniscono dati oggettivi al giudice, consentendo di bilanciare la tutela immediata dei minori con il rischio di traumi da separazione.
Criticità e prospettive
L’allontanamento e la separazione dalla madre rappresentano un dilemma tra protezione e impatto emotivo. La psicologia forense permette di valutare la proporzionalità e gradualità delle misure, monitorando eventuali effetti negativi sui minori. In casi simili, la combinazione di valutazioni cliniche e strumenti giuridici consente decisioni mirate a garantire sicurezza, sviluppo equilibrato e continuità affettiva.
Conclusione
Il caso della famiglia nel bosco rimane sotto osservazione. Gli sviluppi futuri dipenderanno dall’esito della perizia psicologica sui minori e dalle decisioni del Tribunale in merito a un possibile ricongiungimento con i genitori, sempre nel rispetto del principio di superior interesse del minore.
Avv. Matteo della Pietra con il contributo della criminologa avv. Angelica Giancola