L’omicidio di Alessandro Venier, avvenuto a Gemona del Friuli il 25 luglio 2025, ha scosso profondamente l’opinione pubblica. Un uomo di 35 anni è stato ucciso e fatto a pezzi dalla madre e dalla compagna, con il corpo occultato in un bidone in cantina. Le due donne hanno confessato il delitto, motivandolo con le violenze subite dalla compagna e la paura di essere riportata in Colombia.
Questo caso si inserisce in un contesto più ampio di omicidi familiari in Italia, spesso caratterizzati da dinamiche complesse e motivazioni che spaziano dalla vendetta alla paura, dalla gelosia alla disperazione.
Altri casi simili in Italia
- Omicidio di Giulia Cecchettin: nel novembre 2023, Giulia Cecchettin, una giovane donna, è stata uccisa dal suo ex fidanzato. Il caso ha suscitato un ampio dibattito sulla violenza di genere e sulla necessità di una maggiore sensibilizzazione e prevenzione.
- Omicidio di Martina Carbonaro: a maggio 2025, Martina Carbonaro, una ragazza di 14 anni, è stata uccisa dal suo ex fidanzato ad Afragola, in provincia di Napoli. L’omicidio ha evidenziato la crescente preoccupazione per la violenza tra i giovanissimi e la necessità di interventi educativi mirati.
Considerazioni criminologiche
Gli omicidi familiari, come quelli sopra descritti, spesso derivano da una combinazione di fattori psicologici, sociali e culturali. La criminologia evidenzia come l’isolamento, la dipendenza economica, la gelosia patologica e la paura possano spingere individui a compiere atti estremi. In molti casi, le vittime sono donne e minori, spesso intrappolati in relazioni abusive o in contesti familiari disfunzionali.
Secondo l’avv. criminologa Angelica Giancola, un elemento ricorrente nei casi di omicidio familiare è la presenza di dinamiche relazionali disfunzionali prolungate nel tempo, che sfociano in atti di violenza estrema quando gli individui percepiscono un rischio per la propria stabilità o per quella dei propri cari. L’avv. Giancola sottolinea anche il ruolo dei fattori emotivi non regolati, come rabbia, risentimento e frustrazione, che combinati con la mancanza di supporto psicologico possono generare una progressione verso comportamenti criminali. Inoltre, la criminologa evidenzia come la pianificazione e il metodo scelto per commettere il delitto spesso riflettano sia la personalità del reo sia la percezione di impunità, soprattutto quando la vittima è un familiare stretto o una persona di fiducia.
È fondamentale che le istituzioni, le scuole e la società civile collaborino per prevenire tali tragedie, promuovendo l’educazione al rispetto, alla parità di genere e alla gestione sana dei conflitti. Inoltre, è essenziale garantire un supporto adeguato alle vittime di violenza e sensibilizzare l’opinione pubblica sui segnali di allarme.
Conclusione
Gli omicidi familiari rappresentano una delle forme più drammatiche di violenza nella nostra società. Comprendere le dinamiche che li sottendono è il primo passo per prevenirli. Solo attraverso un impegno collettivo e una maggiore consapevolezza possiamo sperare di ridurre questi tragici eventi e costruire una società più sicura per tutti.
L’avv. Matteo della Pietra, insieme alla criminologa avv. Angelica Giancola, si occupa di queste situazioni, offrendo un supporto qualificato nell’analisi delle dinamiche relazionali, nella comprensione dei comportamenti e nella valutazione degli strumenti più adeguati per la tutela della persona e la raccolta di elementi utili anche in un’ottica difensiva.
👉 È possibile richiedere un approfondimento o una consulenza attraverso la pagina dedicata alla consulenza criminologica e legale:
https://www.avvdellapietra.it/aeen_case_study/criminologia-con-lavv-angelica-giancola/
Avv. Matteo della Pietra
con il contributo della criminologa avv. Angelica Giancola