📌 Il fatto, in sintesi

Nella giornata del 22 gennaio 2026 sono stati rinvenuti i corpi senza vita di due coniugi all’interno della loro abitazione nella frazione di Pertegada, Comune di Latisana (Udine).
Gli accertamenti investigativi hanno chiarito che i decessi risalgono a giorni precedenti al ritrovamento.

Secondo le informazioni ufficialmente confermate, l’uomo avrebbe ucciso la moglie colpendola alla testa con un’accetta, per poi togliersi la vita con un’arma da taglio. Il ritrovamento è avvenuto a seguito dell’allarme lanciato da una parente, preoccupata per il protratto silenzio della coppia.

L’episodio è inquadrato come omicidio-suicidio in ambito domestico ed è oggetto di indagine da parte dei Carabinieri, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Udine.


📍 Il biglietto lasciato dall’autore

All’interno dell’abitazione è stato rinvenuto un biglietto scritto dall’uomo, indirizzato ai familiari, nel quale si legge:

«L’ho fatto per amore, non aprite l’acqua, addio figli»

Si tratta di un elemento centrale sotto il profilo investigativo e criminologico. Il testo, breve e privo di riferimenti espliciti a eventi concreti, rappresenta l’unico tentativo dell’autore di attribuire un significato al gesto.

Il richiamo all’“amore” e la presenza di un’indicazione pratica evidenziano un bisogno di controllo narrativo sull’evento, tipico di molti casi di omicidio-suicidio maturati all’interno della coppia.


🔎 Inquadramento criminologico dell’evento

Omicidio-suicidio domestico

Dal punto di vista criminologico, il fatto rientra nella categoria degli omicidi domestici seguiti dal suicidio dell’autore, caratterizzati da:

  • relazione stabile e di lunga durata tra autore e vittima;
  • assenza, allo stato, di conflittualitĂ  giudiziaria formalizzata;
  • dinamica chiusa, interamente consumata nello spazio domestico;
  • decisione unilaterale sull’esito finale della relazione.

In questi casi, la violenza non è necessariamente collegata a un conflitto immediato, ma a una elaborazione interna del gesto come “soluzione” a una condizione percepita come non più sostenibile.


La razionalizzazione del gesto

L’espressione “l’ho fatto per amore” non ha valore esplicativo sul piano oggettivo, ma assume rilievo come meccanismo di neutralizzazione cognitiva: l’autore tenta di giustificare l’omicidio come atto affettivo o protettivo, annullando la soggettività e l’autonomia della vittima.

Questo tipo di narrazione è ben noto nella letteratura criminologica sui reati di coppia ed è stato analizzato anche nell’approccio applicato dalla criminologa avv. Angelica Giancola, con particolare attenzione ai processi di giustificazione interna nei reati maturati all’interno delle relazioni familiari.


ModalitĂ  e livello decisionale

L’uso di un’arma particolarmente cruenta e la sequenza degli eventi — prima l’uccisione della moglie, poi il suicidio — indicano un atto intenzionale e finalizzato, non riconducibile a una reazione impulsiva nel corso di un litigio.

Le modalitĂ  operative e il tempo intercorso prima del rinvenimento dei corpi suggeriscono una decisione maturata in ambito privato, non intercettata da segnali esterni formalizzati.


⚖️ Profili giuridici essenziali

Sul piano penalistico, il fatto integra un omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale, seguito dal suicidio dell’autore, che determina l’estinzione dell’azione penale nei suoi confronti.

La Procura procede comunque alla ricostruzione completa della vicenda per:

  • accertare con precisione dinamica e tempistiche;
  • escludere il coinvolgimento di terzi;
  • fornire ai familiari una ricostruzione documentata e verificata dei fatti.

📚 Considerazioni conclusive (prima analisi)

Alla luce delle informazioni disponibili:

  • la vicenda si colloca nel paradigma dell’omicidio-suicidio domestico;
  • il biglietto lasciato dall’autore rappresenta una narrazione soggettiva, non una spiegazione causale;
  • non emergono, allo stato, elementi ufficiali idonei a individuare un movente univoco.

L’articolo sarà aggiornato qualora emergano nuovi dati investigativi o risultanze ufficiali.


📌 Chiusura editoriale e call to action

L’analisi di casi come questo rientra nel lavoro che svolgiamo sui reati maturati all’interno delle relazioni familiari e di coppia, con una duplice finalità: contribuire alla prevenzione, offrendo strumenti di comprensione e tutela a chi si riconosca in situazioni di grave conflittualità, e fornire supporto qualificato nella fase successiva, per l’assistenza e la difesa nel procedimento penale.

Avv. Matteo della Pietra
con il contributo della criminologa avv. Angelica Giancola