A Moggio Udinese sequestrato il drone usato per sorvegliare la donna: trovate nella memoria foto scattate di nascosto
Un drone utilizzato per sorvegliare l’ex fidanzata e fotografarla senza che lei se ne accorgesse. È questo l’elemento centrale di un’indagine dei carabinieri di Moggio Udinese, in provincia di Udine, che ha portato all’emissione di misure cautelari nei confronti di un uomo di 31 anni residente nell’Alto Friuli.
Il Tribunale di Udine, su richiesta della Procura della Repubblica di Udine, ha disposto nei confronti dell’indagato il divieto di avvicinamento alla persona offesa e l’obbligo di presentazione quotidiana ai carabinieri.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il velivolo sarebbe stato utilizzato per monitorare dall’alto i luoghi frequentati dalla donna, documentando i suoi spostamenti e scattando fotografie all’insaputa della vittima.
Stalking con drone: come è partita l’indagine
La vicenda è emersa dopo la denuncia presentata dalla donna nell’ottobre 2025.
Secondo la ricostruzione investigativa, dopo la fine della relazione l’uomo avrebbe iniziato a contattarla con crescente insistenza nel tentativo di riallacciare il rapporto.
Le prime condotte segnalate riguardavano:
- messaggi ripetuti
- telefonate frequenti
- regali non graditi
Con il passare del tempo, tuttavia, la situazione sarebbe diventata più invasiva.
La donna avrebbe infatti iniziato a notare un drone che sorvolava con frequenza i luoghi da lei frequentati, circostanza che ha fatto scattare gli accertamenti dei carabinieri.
Il drone sequestrato e le foto trovate nella memoria
Le indagini coordinate dalla Procura hanno consentito di individuare il velivolo utilizzato per i sorvoli e di procedere al suo sequestro.
Gli accertamenti tecnici sulla memoria interna del drone avrebbero rivelato numerose fotografie scattate all’insaputa della vittima.
Tra i materiali registrati sono presenti immagini riprese:
- nei luoghi abitualmente frequentati dalla donna
- durante alcuni spostamenti quotidiani
- in momenti della vita privata
Gli investigatori stanno verificando anche l’eventuale diffusione delle immagini ad altre persone.
Sequestrati anche due telefoni cellulari
Nel corso delle attività investigative i carabinieri hanno sequestrato anche due telefoni cellulari in uso all’indagato.
I dispositivi sono ora al vaglio degli specialisti informatici, che stanno analizzando:
- archivi fotografici
- contenuti digitali
- eventuali condivisioni di immagini
- messaggi e comunicazioni
L’obiettivo è ricostruire con precisione la frequenza delle condotte intrusive e le modalità con cui sarebbero state raccolte e diffuse le immagini.
L’analisi criminologica: quando lo stalking diventa controllo tecnologico
Dal punto di vista criminologico, il caso evidenzia una dinamica sempre più osservata nelle indagini per stalking: l’uso della tecnologia come strumento di sorveglianza e controllo della vittima.
Accanto alle forme tradizionali di pedinamento o molestia, negli ultimi anni sono sempre più frequenti comportamenti che sfruttano dispositivi digitali per monitorare gli spostamenti e raccogliere informazioni sulla vita quotidiana della persona perseguitata.
In criminologia queste condotte vengono spesso ricondotte alla categoria dello stalking tecnologico.
Nell’analisi criminologica sviluppata anche con il contributo della criminologa avv. Angelica Giancola, l’utilizzo di strumenti come droni, localizzatori GPS o accessi non autorizzati ai dispositivi digitali consente allo stalker di mantenere una presenza costante nella vita della vittima anche senza contatto diretto.
L’effetto psicologico può risultare particolarmente invasivo, perché la persona perseguitata percepisce di essere osservata o controllata senza sapere esattamente quando e da dove.
La psicologia dello stalking dopo la fine di una relazione
Molti episodi di stalking nascono dopo la rottura di una relazione sentimentale.
La letteratura criminologica identifica in questi casi il profilo dell’ex partner stalker, uno dei modelli più studiati nella psicologia forense.
Quando la relazione termina, alcuni soggetti possono sviluppare:
- difficoltà ad accettare la separazione
- forte bisogno di controllo sull’ex partner
- tentativi insistenti di ristabilire il rapporto
In una prima fase i comportamenti possono apparire relativamente innocui — messaggi, richieste di incontro, regali — ma in alcuni casi evolvono in forme sempre più intrusive di monitoraggio e sorveglianza.
L’utilizzo di un drone rappresenta una forma particolarmente significativa di questo fenomeno, perché consente di osservare la vittima senza esporsi direttamente e senza essere facilmente individuati.
Le possibili conseguenze penali
Le condotte contestate rientrano nell’ipotesi di atti persecutori prevista dall’articolo 612-bis del codice penale, che punisce comportamenti reiterati di molestia o minaccia capaci di provocare nella vittima:
- un grave stato di ansia o paura
- un fondato timore per la propria sicurezza
- la modifica delle proprie abitudini di vita.
Il procedimento penale si trova comunque nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, la responsabilità dell’indagato potrà essere accertata solo con eventuale sentenza definitiva.
Avv. Matteo della Pietra
con il contributo della criminologa avv. Angelica Giancola
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