Calice di vino rosso accanto a un volante, con riflessi di cristallo nei toni prugna e rame. Rappresenta il rapporto tra consumo di alcol e guida.

Un alcoltest positivo, il ritiro della patente o il sequestro dell’auto pongono subito problemi concreti: come andare al lavoro, quali conseguenze aspettarsi, cosa fare con gli atti ricevuti. Nella guida in stato di ebbrezza, è importante rivolgersi a un avvocato subito dopo l’accertamento, per far esaminare il verbale e le circostanze del controllo.

Il valore rilevato è importante, ma la difesa richiede anche di verificare come è stato ottenuto, a quale momento si riferisce e quali conseguenze possono derivarne. Da questo esame dipende la scelta del percorso processuale.

Alcoltest positivo: cosa fare subito

Il momento per rivolgersi all’avvocato è subito dopo il controllo, senza attendere ulteriori comunicazioni. Quando arriva un decreto penale di condanna, i termini per reagire sono brevissimi; nel frattempo può diventare più difficile raccogliere le prove utili alla difesa.

Conserva tutti gli atti, annota quando ti vengono notificati e ricostruisci quanto accaduto, compresi i passaggi che possono sembrare secondari.

Al primo incontro con l’avvocato porta tutti gli atti e i documenti disponibili relativi alla vicenda, anche quelli che ti sembrano poco importanti. L’avvocato li esaminerà e ti indicherà se occorre raccogliere altro.

Un particolare che sembra marginale può cambiare la ricostruzione. Ricordare una terapia serve poco se non si riesce a documentare quale farmaco sia stato somministrato, in quale dose e prima o dopo il prelievo.

Anche il rifiuto dell’accertamento può costituire un autonomo reato, con conseguenze pesanti. Per valutare questa contestazione occorre verificare anche se la richiesta di sottoporsi all’accertamento fosse legittima nelle circostanze concrete.

Quali conseguenze possono esserci per la patente e l’auto?

Le conseguenze della guida in stato di ebbrezza dipendono dal tasso alcolemico e dalle circostanze del fatto. La disciplina distingue situazioni che comportano sanzioni amministrative da altre che costituiscono reato, con pene e conseguenze più gravi.

Alla responsabilità penale possono affiancarsi la sospensione o la revoca della patente e provvedimenti sul veicolo, fino alla confisca nei casi previsti. Per alcune categorie di conducenti valgono regole più severe rispetto alla disciplina ordinaria.

Incidente, precedenti e guida notturna possono modificare il trattamento. La revoca comporta la perdita della patente, mentre la sospensione impedisce temporaneamente di guidare.

Per la confisca conta anche a chi appartiene il veicolo: l’auto di una persona estranea al reato segue una disciplina diversa, che può però incidere sulla durata della sospensione per chi guidava. La posizione del proprietario va esaminata separatamente, verificando la sua effettiva estraneità al reato.

I provvedimenti sulla patente possono intervenire già durante il procedimento. Vanno inoltre considerate le visite mediche e, nei casi previsti dopo una condanna, le limitazioni sulla patente e l’obbligo di guidare veicoli dotati di alcolock, il dispositivo che impedisce l’avviamento quando rileva alcol nel respiro.

Se c’è un incidente, occorre ricostruirne la dinamica e stabilire se il conducente lo abbia provocato. L’aggravante può operare anche per un’uscita di strada senza urtare altri veicoli, come spiego nell’approfondimento sull’incidente nella guida in stato di ebbrezza anche senza scontro.

Le regole sull’alcol riguardano anche altri mezzi, con differenze nelle conseguenze: trovi un approfondimento sulla guida in stato di ebbrezza con biciclette e monopattini.

Si può contestare la misurazione o il verbale?

In alcune situazioni esistono ragioni per contestare l’accertamento, la fascia alcolemica attribuita o la regolarità della procedura. Occorre individuarle attraverso i documenti e, quando necessario, una consulenza tecnica.

Farmaci, terapie e particolari condizioni fisiche possono richiedere un approfondimento sull’attendibilità del risultato. Per esempio, una patologia respiratoria può impedire di completare correttamente la prova; anche il reflusso gastrico può richiedere una verifica tecnica sulla sua possibile interferenza con la misurazione nell’aria espirata. Non basta però dichiararsi astemi o indicare genericamente una malattia: serve dimostrare l’incidenza concreta sull’accertamento.

Vanno esaminati anche il funzionamento e le verifiche dell’etilometro, i risultati delle misurazioni, gli orari e, per le analisi ospedaliere, le modalità del prelievo e del laboratorio.

Se il test viene eseguito a distanza di tempo dalla guida, occorre valutare quale rapporto abbia il risultato con la condizione del conducente al volante. Il ritardo, da solo, non rende inattendibile l’accertamento, ma può assumere rilievo insieme agli altri elementi disponibili.

Sul piano procedurale conta il rispetto delle garanzie difensive, compreso l’avviso della facoltà di assistenza di un avvocato quando dovuto. Una lacuna nel verbale non determina automaticamente l’assoluzione: bisogna capire quale regola sia stata violata, come far valere il vizio e quali altre prove restino disponibili.

L’esame della contestazione è quindi una parte essenziale della difesa penale, prima di decidere se affrontare il giudizio o richiedere un percorso alternativo.

Se l’alcol viene assunto dopo l’incidente

Per la responsabilità conta lo stato del conducente durante la guida. Una misurazione successiva deve essere valutata anche rispetto a ciò che accade tra l’incidente e l’accertamento.

Un esempio concreto aiuta a capire il problema. Dopo un incidente, una persona è agitata e spaventata. Un passante le offre un sorso di una bevanda alcolica perché si riprenda dallo spavento; la persona lo beve prima dell’accertamento. L’assunzione successiva alla guida è stata dimostrata e il processo si è concluso con l’assoluzione.

La questione decisiva è ricostruire la sequenza dei fatti: quando termina la guida, quando viene assunto l’alcol, chi è presente e quando si esegue il test. La stessa attenzione serve per le terapie somministrate dai soccorritori o in ospedale. Affermare di aver bevuto dopo non basta: testimonianze, orari e documenti devono consentire di verificare la ricostruzione.

Un’urgenza può giustificare la condotta?

Lo stato di necessità può rilevare in situazioni eccezionali, quando occorre evitare un pericolo attuale di grave danno alla persona, non volontariamente causato e non altrimenti evitabile, con una condotta proporzionata. Può essere valutata anche la necessità putativa, cioè la convinzione, sbagliata ma fondata su elementi concreti, di trovarsi in una situazione di pericolo.

Pensa a una persona con problemi cardiaci che avverte sintomi interpretati come una crisi e corre in ospedale: in una vicenda di questo tipo è stato ottenuto l’annullamento di un verbale per eccesso di velocità.

Per una contestazione di guida in stato di ebbrezza occorre verificare specificamente sintomi, pericolo percepito, documentazione sanitaria e possibilità di chiedere soccorso o utilizzare un altro conducente. L’urgenza dichiarata non rende lecita qualsiasi scelta di guida; anche la convinzione di essere in pericolo deve trovare riscontri concreti.

Quali possibilità di difesa si possono valutare?

La legge prevede diverse possibilità processuali e sanzionatorie, con condizioni di accesso ed effetti differenti sul procedimento, sulla pena, sulla patente e sul veicolo. Per scegliere bisogna considerare il fatto contestato, le prove disponibili, la situazione personale e lavorativa, i precedenti e l’eventuale incidente.

Prima di decidere il percorso, occorre verificare se esistano ragioni per contestare l’accusa o la sua gravità. Una scelta processuale può incidere anche sulla possibilità di far valere successivamente determinati vizi dell’accertamento.

Il colloquio con l’avvocato serve a comprendere quali alternative siano praticabili e quali effetti possano avere, prima di assumere decisioni che condizionano il seguito del procedimento.

Quando rivolgersi all’avvocato

Rivolgersi a un avvocato esperto in questa materia subito dopo l’accertamento permette di raccogliere le prove ancora disponibili, verificare gli atti e confrontare le alternative prima che scadano termini o vengano compiute scelte processuali. La necessità di guidare per lavoro o il sequestro del veicolo rendono ancora più importante affrontare tempestivamente il problema.

L’avv. Matteo della Pietra ha lo Studio a Udine e a San Giorgio di Nogaro. Esamina la contestazione e le sue conseguenze penali e amministrative per valutare quali difese e quali percorsi siano praticabili.

Se sei stato sottoposto a un accertamento per guida in stato di ebbrezza, contatta l’avv. Matteo della Pietra per far esaminare subito il verbale, gli eventuali provvedimenti sulla patente e gli altri documenti disponibili.