Donna davanti al computer legge un messaggio su una presunta eredità all’estero, con immagine di un uomo arabo, denaro e documenti sullo sfondo.

Qualcuno ti ha detto che hai diritto a una grande eredità all’estero. Può essere un parente che non conoscevi, una persona molto ricca con il tuo stesso cognome oppure una famiglia alla quale avresti scoperto solo adesso di appartenere. Ci sono un avvocato, una banca, documenti dall’aspetto ufficiale e una somma importante che dovrebbe arrivare proprio a te.

Se stai cercando informazioni in rete, probabilmente qualcosa ha già cominciato a non convincerti.

Quel dubbio basta per fermarti. Non devi prima dimostrare a te stesso che si tratta di una truffa: prima di fare un altro pagamento o inviare altri documenti, occorre verificare in modo indipendente che l’eredità, le persone coinvolte e il patrimonio esistano davvero.

La falsa eredità è una forma conosciuta di frode con pagamento anticipato: viene promessa una somma molto alta e, per ottenerla, la vittima viene spinta a pagare tasse, spese o commissioni. L’INTERPOL colloca la frode con pagamento anticipato tra le tipologie di frode finanziaria più diffuse a livello globale.

Come funziona la truffa della falsa eredità?

Lo schema cambia nei dettagli, ma il meccanismo si ripete.

Il primo contatto può arrivare da chi si presenta come avvocato, funzionario di banca o autorità straniera, e ti annuncia una grande eredità lasciata da un parente lontano o da una persona molto ricca. In altri casi tutto nasce sui social, apparentemente per tutt’altro motivo, e solo più avanti compare il presunto legame familiare.

La storia viene costruita con cura. Nomi e persone possono esistere davvero, e le informazioni che trovi in rete possono essere autentiche. Per rendere il tutto credibile possono arrivare falsi estratti conto, certificati di nascita e altri documenti dall’aspetto ufficiale.

Poi compare l’ostacolo: per ricevere l’eredità bisogna pagare una tassa, un certificato, una parcella o una commissione bancaria.

Perché l’eredità è quasi sempre all’estero?

Perché la distanza rende quasi impossibile controllare di persona chi ti scrive, i documenti e le procedure.

Le vere successioni internazionali esistono: avere un parente all’estero o ereditare beni in un altro Paese non è affatto anomalo. Ma quando la storia è inventata, la lontananza è comodissima. Serve a giustificare quasi tutto: un avvocato che non conosci, una banca straniera, una legge particolare, certificati mai sentiti nominare, tasse che sembrano esistere solo in quel Paese.

A volte è lo stesso luogo a rendere credibile un patrimonio enorme: grandi centri finanziari, Paesi lontani, famiglie molto ricche. Tutto sembra più compatibile con milioni di euro di quanto lo sarebbe una vicenda ordinaria vicino a casa.

Prova allora a togliere per un momento il fascino del posto, i titoli delle persone e la grandezza del patrimonio. Che cosa rimane? Spesso una persona che hai incontrato solo in rete, che ti attribuisce una parentela mai verificata e su quella base ti promette una fortuna. È proprio questo il fatto da controllare.

Foto, avvocato, documenti ufficiali: perché non dimostrano che è tutto vero

Elementi autentici possono essere inseriti in una storia falsa proprio perché sono verificabili, e quindi ti rassicurano.

Una fotografia vera non rende autentico il profilo che la usa. Se qualcuno si presenta come membro di una famiglia conosciuta o come imprenditore, è facile trovare online foto e biografie reali. Ritrovare su internet la stessa foto che compare su WhatsApp dimostra soltanto che quella foto appartiene a una persona esistente, non che quella persona controlli il numero o il profilo dal quale ricevi i messaggi.

Lo stesso vale per l’avvocato. In una vera successione può accadere che un professionista contatti un erede, quindi essere contattato da un avvocato non prova né la truffa né l’autenticità dell’eredità. Occorre una verifica diversa: non fidarti solo del numero, dell’indirizzo di posta o del sito che ti sono stati indicati da chi ti scrive. Cerca l’avvocato per conto tuo, controlla la sua iscrizione all’ordine e contattalo attraverso recapiti trovati in modo indipendente.

C’è poi la verifica più semplice di tutte: se l’eredità esiste davvero, la cosa migliore da fare è scegliere tu un avvocato di fiducia e incaricarlo di accertarla.

Il primo pagamento è piccolo? È proprio così che comincia

La prima richiesta di denaro è spesso modesta, e non per caso.

Se ti promettono centinaia di migliaia o milioni di euro, qualche centinaio di euro per un certificato o una spesa amministrativa può sembrare ragionevole. Proprio per questo è più facile pagare. E quella prima somma è spesso volutamente piccola: serve a farti compiere un primo passo concreto e a impegnarti ancora di più nella storia che ti è stata raccontata.

Ma quel primo pagamento cambia il modo in cui valuti le richieste successive. Hai già creduto alla storia abbastanza da pagare: se arriva una seconda richiesta, fermarsi significa anche accettare che quanto hai già versato possa essere perduto. Continuare sembra allora il modo per salvarlo. È così che 200 euro diventano 1.000, poi 3.000: ogni volta compare un nuovo ostacolo, una tassa, un certificato, un’autorizzazione della banca, e ogni volta ti viene detto che manca pochissimo ai milioni promessi. Si arriva così a consumare i risparmi di una vita.

Il primo pagamento non dimostra che la pratica sta andando avanti. Dimostra soltanto a chi ti scrive che sei disposto a pagare.

Ti chiedono di pagare per “sbloccare” l’eredità?

La richiesta di pagare per liberare o trasferire l’eredità è uno dei segnali da prendere più sul serio.

Una successione autentica può comportare imposte, spese professionali e costi amministrativi, quindi non ogni pagamento collegato a un’eredità è sospetto. Conta però la sequenza. Prima si verifica che il defunto esista, che il titolo successorio sia reale, che il patrimonio esista e che le persone coinvolte siano davvero quelle che dichiarano di essere; soltanto dopo si stabilisce quali costi siano realmente dovuti e a chi. Nella falsa eredità l’ordine è rovesciato: per verificare, sbloccare o ricevere la somma, devi prima pagare.

Se hai già disposto un bonifico, trovi le prime iniziative da valutare nella pagina dedicata alla truffa con bonifico. Quando il pagamento è recente, il tempo può incidere concretamente sulla possibilità di bloccarlo o richiamarlo.

E se non ti chiedono soldi, ma solo i tuoi documenti?

Anche questa richiesta va trattata con prudenza, anche se non comporta ancora un pagamento.

In una vera successione è normale che l’erede debba essere identificato. Ma prima di inviare carta d’identità, passaporto, codice fiscale, firma, selfie di riconoscimento o coordinate bancarie devi sapere a chi li stai consegnando. Queste truffe puntano spesso non solo ai pagamenti, ma anche ai dati personali e finanziari.

Un documento autentico può poi essere riutilizzato per dare credibilità ad altre persone o per costruire nuove frodi. Se hai già inviato documenti e temi che possano essere usati altrove, nella pagina dedicata spiego cosa fare quando il tuo nome, il tuo conto o un tuo documento vengono usati come tramite di una truffa.

Hai già pagato? Il prossimo pagamento è quello da non fare

Se hai già mandato denaro e il dubbio è nato soltanto adesso, non cercare di salvare quanto hai versato pagando ancora.

Aver pagato 500, 2.000 o 10.000 euro non rende più conveniente versarne altri. Quelle somme sono già uscite, e il prossimo pagamento va valutato su ciò che sai oggi, non sulla speranza di rendere utili quelli precedenti. Fermati, conserva per intero conversazioni, documenti ricevuti, indirizzi di posta, numeri di telefono, profili e ricevute, e se il pagamento è recente contatta subito la banca o l’intermediario che hai usato.

Nella pagina generale sulle truffe spiego perché l’accertamento del reato, l’individuazione degli autori e il recupero delle somme sono questioni collegate ma distinte; per i bonifici puoi approfondire quando esistono possibilità concrete di recuperare il denaro.

Attenzione, infine, a ciò che può accadere dopo: chi ha già perso denaro viene a volte ricontattato da qualcuno che sostiene di averlo rintracciato e promette di recuperarlo in cambio di un’altra spesa. È la truffa del recupero fondi.

Hai iniziato a dubitare? Fermati e verifica

Una vera eredità non scompare perché ti fermi qualche giorno per controllarla.

Un vero avvocato può essere identificato per vie indipendenti. Una vera banca esiste al di fuori del link che ti hanno inviato. Una vera successione lascia riscontri che non dipendono solo dalle persone che ti hanno raccontato la storia. Perciò non devi scegliere subito tra credere a tutto e considerare tutto falso: ti basta sospendere pagamenti e invio di documenti finché i fatti non siano stati verificati in modo indipendente.

Se ti hanno annunciato un’eredità all’estero, ti stanno chiedendo denaro o documenti e qualcosa ha cominciato a non convincerti, raccogli tutto prima di fare un altro passo: messaggi, e-mail, documenti, nomi, siti, numeri di telefono e ricevute degli eventuali pagamenti.

L’avv. Matteo della Pietra può esaminare la documentazione e verificare la vicenda, le persone indicate e gli eventuali pagamenti già effettuati, per capire se vi siano elementi di una truffa e quali iniziative siano ancora concretamente praticabili.

L’avv. Matteo della Pietra ha lo Studio a Udine e a San Giorgio di Nogaro.